Emorroidi, da cosa dipendono e come si curano

Emorroidi, da cosa dipendono, come si curano?

Le emorroidi sono sempre state tra le patologie più diffuse, descritte scientificamente fin dal 1500 e per le quali le cure proposte sono state numerose: dalle più fantasiose alle più tecnologiche, ma tutte rivolte ad offrire trattamenti meno dolorosi e meno invasivi.

Più che di emorroidi dobbiamo parlare di malattia emorroidaria, che definisce uno stato di infiammazione delle emorroidi, con tendenza all’accumulo di sangue, a fenomeni trombotici e al prolasso attraverso lo sfintere anale.

Cosa sono le emorroidi

Le emorroidi sono delle strutture vascolari interposte tra arterie e vene ma differenti dai capillari, denominate anche sinusoidi.

Sono localizzate nel tessuto sottomucoso e associate a tessuti muscolari lisci e connettivali di sostegno presenti nel canale anale, costituendo dei cuscinetti nel meccanismo della continenza rettale.

Anatomicamente, il sistema venoso del canale anale è costituito da due reticoli venosi, denominati plessi emorroidari, uno superiore o interno ed uno inferiore o esterno.

Tale loro posizione fa riferimento ad una linea anatomica virtuale (linea dentata) che rappresenta il passaggio tra il retto e l’ano.

Il plesso interno, privo di valvole venose, è costituito dalle vene rettali superiori e medie che dreneranno successivamente il sangue alla vena porta, verso il fegato.

Mentre quello esterno raccoglie il sangue dalle vene rettali inferiori che arriverà poi alla vena cava inferiore.

Al termine della defecazione tali vasi si riempiono di sangue contribuendo in questo modo a circa il 20% della pressione di chiusura dell’ano.

Come intuibile, si distinguono emorroidi interne da quelle esterne.

Quali sono le cause della malattia emorroidaria

La malattia emorroidaria trova la sua principale spiegazione in un meccanismo di danneggiamento a carico della muscolatura presente in tali vasi (costituendo il cosiddetto muscolo di Treitz), non ponendo più resistenza all’eccessivo riempimento di sangue.

Tale danneggiamento è provocato da:

  • eccessivi sforzi fisici
  • gravidanza
  • obesità
  • prolungata posizione eretta o seduta
  • tosse
  • sforzi durante la defecazione (stipsi, disordini alimentari con carenza di fibre, feci di consistenza aumentata ecc.).

La civiltà umana ha adottato la posizione seduta piuttosto che accovacciata durante la defecazione, il che non consente il raddrizzamento dell’angolo anorettale, richiedendo uno sforzo maggiore e una pressione intraddominale esagerata per il passaggio delle feci.

Tale patologia risulta, come detto, particolarmente frequente ma decisamente sottostimata in quanto spesso le persone colpite negano i disturbi o preferiscono non farsi visitare.

Alcune statistiche indicano in un 10% della popolazione i pazienti che ne soffrono, sottolineando però come possa risultare pari ad almeno il 50% quelli che ne sono portatori, se si considera l’intera durata della vita.

Non esistono differenze di sesso e l’età più colpita è quella adulta, diminuendo però successivamente.

Stadi-emorroidi

Classificazione delle emorroidi

La classica stadiazione di Goligher della malattia emorroidaria (classificazione di tipo clinico con implicazioni gestionali) si riferisce alle emorroidi interne, che possono essere classificate in 4 gradi:

  • le emorroidi di primo grado sporgono nel lume del canale anale ma non prolassano;
  • le emorroidi di secondo grado prolassano oltre il canale anale ma si riducono spontaneamente;
  • le emorroidi di terzo grado sporgono al di fuori del canale anale sotto sforzo e richiedono una riduzione manuale;
  • le emorroidi di quarto grado sono irriducibili e sono costantemente prolassate. 

Le emorroidi sono tra le malattie meglio descritte nella storia della medicina e hanno irritato l’umanità sin dall’antichità.

 Parchi AG. De haemorrhois: uno studio sulla storia chirurgica. Ragazzi Hosp Rep. 1955; 104 :135–56.

I sintomi della malattia emorroidaria

Quanto finora segnalato spiega come la malattia emorroidaria possa presentarsi con una varietà di sintomi:

  • sanguinamento rettale
  • sensazione di una lesione prolassante o di massa estranea
  • dolore anale
  • irritazione anale
  • prurito e/o dubbie secrezioni.

Tuttavia, questi sintomi non sono specifici della sola malattia emorroidaria ed esiste un’ampia diagnosi differenziale che deve essere considerata per non perdere patologie più gravi.

Spesso, l’attribuzione dei sintomi di un paziente alle emorroidi può essere assicurata solo dopo l’esclusione di altre cause.

Il sanguinamento rettale rappresenta il sintomo più frequente, rosso vivo (quindi arterioso), indolente, autolimitantesi ed associato alla defecazione.

Risulta provocato sia dai microtraumi con feci di consistenza aumentata che dalla congestione del plesso.

Tale congestione è in grado di determinare altri sintomi correlati alla conseguente trasudazione di liquidi: secrezioni, irritazione e prurito.

Allorquando le emorroidi interne si trombizzano (per infiammazione e stasi sanguigna) generalmente prolassano, diventando dolorose, sia in forma acuta che in forma cronica.

L’intrappolamento da parte dello sfintere anale conduce ad ulteriore strangolamento del vaso ed ostruzione del ritorno venoso e peggioramento della trombosi.

Le emorroidi esterne trombizzate si presentano, invece, come un piccolo nodulo ben delimitato al margine anale, ricoperto da cellule epiteliali, molto innervato da fibre nervose del dolore, sintomo particolarmente fastidioso e presente fino alla risoluzione del trombo.

Frequente l’associazione della malattia emorroidaria con altre patologie perineali (ulcere, fistole, ragadi, ascessi, neoplasie ecc.).

Diagnosi della malattia emorroidaria

La diagnosi di malattia emorroidaria risulta abbastanza facile sulla base della narrazione anamnestica e del semplice esame obiettivo, anche se i sintomi presenti non sono tipici solo di tale patologia.

In alcuni casi è necessario il ricorso all’anoscopia e, talvolta, alla rettocolonscopia.

Trattamento della malattia emorroidaria

La terapia della malattia emorroidale comprende sia trattamenti sintomatici (trattamento della stipsi, variazioni dello stile alimentare, semicupi tiepidi, pomate anestetiche da utilizzare localmente, antidolorifici per via orale ecc., fino alla semplice escissione dell’emorroide esterna) che varie tipologie di interventi anche chirurgici (scleroterapia iniettiva, legatura con elastici, fotocoagulazione con infrarossi ecc.).

Diagnosi e trattamento delle emorroidi a Roma

Da Medicalia a Roma è operativo l’Ambulatorio di Chirurgia generale e Proctologia, specializzato in diagnosi e trattamento delle emorroidi.

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Bibliografia

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