Come fa la pelle ad abbronzarsi?

Quando i raggi solari penetrano la nostra pelle incontrano i melanociti, uno specifico tipo di cellule dell’epidermide che sintetizzano e secernono melanina, un pigmento che conferisce alla pelle, ai capelli e anche all’iride degli occhi il loro colore naturale.

La funzione dei melanociti è proteggerci proprio attraverso la produzione di questo pigmento.

Il problema è rappresentato dalla quantità di raggi UV a cui queste cellule sono sottoposte, perché i melanociti, in seguito a un’esposizione prolungata e senza alcuna protezione, non riescono a produrre abbastanza melanina e di conseguenza ci si scotta.

L’abbronzatura è quindi una sorta di filtro solare naturale che la pelle auto-produce per proteggersi.

Storia dell’abbronzatura

L’abbronzatura come moda, come canone estetico positivo, nasce in Francia agli inizi del novecento quando i giovani francesi e americani, diedero una svolta alla moda del colore della pelle.

All’epoca nessuno pensava che l’abbronzatura sarebbe diventata un fenomeno di massa e che avrebbe abbattuto qualsiasi barriera sociale, divenendo uno status symbol a buon mercato, sinonimo di salute e benessere.

Solo a partire dagli anni 60 si è iniziato a prendere atto dei danni prodotti dalle radiazioni solari e a studiarne intimamente i meccanismi.

Da allora, gran parte della ricerca è stata indirizzata allo studio di sistemi fotoprotettivi efficienti nei confronti di tre punti fondamentali: fotoimmunoprotezione, fotocancerogenesi, fotoinvecchiamento.

L’abbronzatura dal punto di vista medico

Forse non tutti sanno che, da un punto di vista medico, l’abbronzatura è considerata un sintomo esattamente come la febbre, e se quest’ultima è in molti casi una reazione ad un’infezione che l’organismo tende a contrastare con l’aumento della temperatura corporea.

L’abbronzatura è la reazione autoprotettiva della pelle per contrastare il danno che le radiazione ultraviolette inducono sull’organo pelle.

Quella che ai nostri occhi è un’apprezzabile doratura estetica della pelle è in realtà uno dei suoi più potenti sistemi di protezione.

Com’è composta la luce del sole

La luce solare è composta da tre diversi tipi di radiazione, ciascuna delle quali ha una differente lunghezza d’onda che si misura in nanometri (nm).

Luce Visibile: è responsabile dell’invecchiamento cutaneo e può favorire la degenerazione maculare della retina. Costituisce il 50% dello spettro solare ed è l’unica parte di luce che l’occhio umano riesce a vedere.

Raggi infrarossi: possono provocare disidratazione cutanea e ipertermia. Poiché hanno la capacità di riscaldare, possono dilatare i capillari e i vasi superficiali, favorendo la formazione di inestetismi cutanei come la couperose sul viso e le teleangectasie sulle gambe.

Raggi UVB e UVA: le radiazioni ultraviolette sono le più nocive poiché aumentano il rischio di tumori della pelle. Inoltre causano alterazioni pigmentarie, allergie solari e invecchiamento cutaneo precoce.

I danni dei raggi del sole

L’esposizione della pelle alle radiazioni del sole o delle lampade abbronzanti, soprattutto se protratta nel tempo e senza l’utilizzo di un’adeguata fotoprotezione, interferisce con i normali processi biologici cutanei.

I raggi UV causano la formazione dei radicali liberi che alterano il DNA delle cellule della pelle, danneggiando il collagene e l’elastina.

Quindi, i raggi del sole possono indurre danni biologici immediati o silenti che si accumulano nel tempo mostrando i loro effetti a distanza di anni.

Danni immediati del sole:

  • Scottature
  • Fotodermatiti (orticaria solare, dermatite polimorfa)
  • Macchie da fotosensibilizzazione
  • Riattivazione di infezione herpetica.

Danni del sole a lungo termine:

Il tuo dermatologo per la cura della pelle a Roma

Medicalia a Roma è un centro di dermatologia specializzato nella salute e nella bellezza della pelle. Il direttore è la Dr. Elisabetta Perosino, specialista in Dermatologia e Vice Presidente ISPLAD.

Per ricevere maggiori informazioni o per prenotare contattaci.

AVVISO AI PAZIENTI
Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico.

Bibliografia

Schlumpf M, Reichrath J, Lehmann B, Sigmundsdottir H, Feldmeyer L, Hofbauer GF, Lichtensteiger W. Fundamental questions to sun protection: A continuous education symposium on vitamin D, immune system and sun protection at the University of Zürich. Dermatoendocrinol. 2010 Jan;2(1):19-25. doi: 10.4161/derm.2.1.12016. PMID: 21547144; PMCID: PMC3084961.

Condividi questo articolo
Prenota un appuntamento onlineDoctolib