Arteriopatia periferica, diagnosi e trattamento

Arteriopatia periferica, diagnosi e trattamento

L’arteriopatia periferica è una malattia del sistema circolatorio caratterizzata dalla riduzione dell’afflusso di sangue alle arterie degli arti superiori e inferiori, causata dall’ostruzione e dal restringimento di queste ultime. In genere interessa gli arti inferiori.

L’arteriopatia periferica si sviluppa generalmente con il passare degli anni: si ritiene che un ultrasettantenne su tre ne sia affetto.

Il fumo di sigaretta, la mancanza di esercizio fisico e la concomitante presenza di patologie quali il diabete incrementano il rischio di presentare questa malattie anche quando si è più giovani.

Alcune precisazioni sull’arteriopatia periferica

In medicina siamo abituati a utilizzare degli acronimi (nomi formati unendo iniziali di più parole) per individuare determinate patologie e gli esempi sono numerosi, con anche frequenti modifiche a complicare il tutto.

Nel caso dell’arteriopatia periferica i rischi sono riconducibili all’utilizzo di più acronimi: AOP (Arteriopatia Obliterante Periferica) la sigla più utilizzata, seguita da AOAI (Arteriopatia Obliterante degli Arti Inferiori) e da AOCP (Arteriopatia Ostruttiva Cronica Periferica).

I più preparati usano, invece, il termine americano PAD (Malattia delle Arterie Periferiche).

Quello che conta però non è la sigla utilizzata, quanto il conoscere la malattia ed i suoi sintomi.

Cos’è l’arteriopatia periferica

Cominciamo con il ricordare come per arteriopatia periferica intendiamo una sindrome clinica caratterizzata da stenosi (restringimenti) o occlusione (chiusura) delle arterie degli arti inferiori.

Queste ultime sono quelle che portano il sangue ossigenato, proveniente dal cuore, alle gambe.

La principale arteria che origina dal ventricolo sinistro è l’aorta, che inizialmente sale verso il collo, fornendo il sangue al cervello, alla testa e alle braccia.

Successivamente l’aorta discende e passa, attraverso il diaframma nell’addome (aorta addominale), dando origine alle arterie che vanno agli organi interni.

A livello dell’ombelico l’aorta termina il suo percorso per dividersi nelle due arterie iliache comuni, che a loro volta si divideranno in arteria iliaca interna (che irrorerà muscoli ed altro) e l’arteria iliaca esterna che si dirigerà verso il canale inguinale per trasformarsi in arteria femorale comune, dalla quale inizia il circolo arterioso delle gambe: arteria femorale profonda, femorale superficiale, poplitea (dietro al ginocchio), tibiali anteriori e posteriori, peroniera (alla caviglia) e pedidia (ai piedi).

Man mano che la circolazione prosegue, il sangue ossigenato viene inviato ai tessuti tramite arterie minori.

Nel caso in cui si verifichi una riduzione o un’ostruzione delle arterie, il sangue, e quindi l’ossigeno, non giungerà più, provocando dolori durante la marcia, fino a quando altro sangue non arriverà tramite circolazioni minori.

Il sangue, infatti, trovando le autostrade trafficate prenderà le stradine più piccole, di campagna, provando a ristorare le gambe dolenti, permettendo la ripresa della deambulazione.

Con la progressione della malattia il paziente camminerà sempre meno e farà meno metri prima di avere dolori, potendo presentare lesioni cutanee (ulcere) provocate dalla carenza di sangue ed ossigeno.

Tipi di arteriopatia periferica

Da un lato distinguiamo le arteriopatie periferiche acute (provocate da trombosi od embolie, da traumi, da rottura di aneurismi ecc.) da quelle a progressione cronica (provocate da aterosclerosi, diabete, vasculiti o infiammazioni delle arterie, da malformazioni della parete arteriosa, da fumo ecc.).

Una forma particolare è l’ischemia critica degli arti inferiori, stadio avanzato della malattia, in cui un evento vascolare acuto peggiora drasticamente un quadro cronico, con frequente necessità di un intervento chirurgico.

Le arteriopatie periferiche sono più frequenti nelle decadi più avanzate, pur potendosi presentare anche in età precedenti, privilegiando, il sesso maschile.

Fattori di rischio delle arteriopatie periferiche

Diabete mellito, ipertensione, fumo, familiarità, ipercolesterolemia ed insufficienza renale cronica rappresentano i principali fattori di rischio di tale patologia.

Senza dimenticare come la malattia aterosclerotica sia una malattia sistemica, pur privilegiando alcuni distretti, chi presenta malattie delle coronarie o delle carotidi o delle arterie renali o di quelle intestinali risulterà maggiormente a rischio di soffrire anche di arteriopatia periferica.

Sintomi dell’arteriopatia periferica

I sintomi principali dell’AOP sono rappresentati da:

  • il dolore che compare durante la deambulazione (cosiddetta claudicatio intermittens);
  • la perdita di forza;
  • progressiva atrofia muscolare;
  • perdita dei peli;
  • riduzione di spessore della pelle;
  • senso di ipotermia;
  • ulcere e necrosi;
  • infezioni locali o sistemiche.

Complicanze dell’arteriopatia periferica

In casi di arteriopatia periferica, alla lunga compariranno dolori a riposo (prevalenti non solo al polpaccio), anche notturni che spingeranno il paziente a tenere i piedi fuori dal letto nella speranza di averne un beneficio.

Contemporaneamente le ulcere potranno infettarsi e\o complicarsi in vere e proprie necrosi (morte) cutanee fino alla pericolosa cangrena.

Diagnosi dell’arteriopatia periferica

La diagnosi di arteriopatia periferica si basa soprattutto sull’anamnesi, sull’esame obiettivo (valutazione degli arti e dei polsi), nonché su alcuni esami di laboratorio per individuare i fattori di rischio.

Altri esami strumentali utili sono:

  • L’indice pressorio caviglia-braccio, vale a dire il rapporto tra la pressione arteriosa alla caviglia e quella al braccio. Rappresenta, per molti, un punto di partenza per l’esecuzione o meno di ulteriori accertamenti, doverosi nei casi in cui tale rapporto sia inferiore a 0,7.
  • Ecocolordoppler: esame di elevata sensibilità, di facile esecuzione e ripetibile in qualsiasi momento, in grado di fornire importanti notizie anatomiche e funzionali dei vasi nei casi di arteriopatia (aterosclerotica e non), nelle dilatazioni aneurismatiche, nelle anomalie arteriose, nei danni iatrogeni, risultando inoltre utile nell’indirizzare un eventuale trattamento medico e\o chirurgico.
  • Tappe diagnostiche successive saranno costituite soprattutto da esami angiografici.

Prevenzione dell’AOP

La prevenzione dell’arteriopatia periferica consiste sia nel trattamento dei fattori di rischio che in una costante attività fisica, oltre che nell’abolizione del fumo.

Trattamento dell’arteriopatia periferica

La terapia consiste nello stimolare la deambulazione e l’attività motoria, in terapie farmacologiche per i fattori di rischio, nelle medicazioni locali per ulcere e necrosi, nonché nella chirurgia non demolitiva (angioplastiche, impianto di stent ecc.) o quella demolitiva nei casi più gravi.

Arteriopatia periferica, diagnosi e trattamento

Da Medicalia a Roma è operativo l’Ambulatorio di Cardiologia, specializzato nella diagnosi e nel trattamento dell’arteriopatia periferica.

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Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico.

Bibliografia

Zemaitis MR, Boll JM, Dreyer MA. Peripheral Arterial Disease. [Updated 2022 Jul 7]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK430745/

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